50 anni di battaglie e di lotte in difesa della piccola proprietà, orgogliosi del nostro passato ma ancora più orgogliosi del nostro futuro: ieri oggi sempre l’Appc vicino e dalla parte della gente

L’Appc celebra i suoi primi cinquant’anni di lotte e di battaglie in difesa della piccola proprietà. Oggi ci troviamo di fronte ad un periodo di grandi cambiamenti che stiamo vivendo a livello economico, sociale e politico, ma la nuova economia e l’attuale stato sociale ci impongono di governare questi nuovi processi cercando di elevare il più possibile le nostre capacità, offrendo nuovi modelli di lotte e di battaglie a difesa degli interessi dei piccoli proprietari. Il rinnovamento dei servizi resi agli associati deve essere la nostra priorità.” Può darsi che non siate responsabili per la situazione in cui vi trovate, ma lo diventerete se non fate nulla per cambiarla “. ( Martin Luther King).Ogni giorno vogliamo lavorare con questo spirito come lo hanno fatto i nostri predecessori ed in particolare Leandro Gatto, socio fondatore e storico segretario nazionale Appc che, fino ad oggi, nessuno di noi è stato in grado di eguagliare per carisma, capacità, cultura sindacale, ideali, dedizione ed abnegazione. Con queste qualità Egli ha cercato sempre di far crescere l’Appc e sono certo di interpretare il messaggio che oggi ci vorrebbe rivolgere, se fosse ancora tra noi. “Ogni associato Appc testimoni con forza e responsabilità il cambiamento che abbiamo voluto costruire, perché più siamo e più possibilità abbiamo di incidere sulla società”.
La fotografia, in bianco e nero, prima immagine di un gruppo Appc, che manifesta per le vie della città genovese, in una buia serata di pioggia, emana la voglia di continuare a perseguire obiettivi, “nonostante tutto” e a rendere servizi: elementi che hanno caratterizzato la vita associativa in tutto il suo percorso.
Chi nel costituire l’associazione ha creduto nelle finalità qualificanti, oggi, può continuare a vedere che il DNA iniziale è rimasto invariato ed ha mantenuto intatte le sue caratteristiche, pur adattandosi ai mutamenti dei tempi e delle situazioni politiche.
Dal “dies natalis” del lontano 1974, quando il fondatore carismatico, Leandro Gatto, formò, insieme ad un piccolo gruppo, il sodalizio associativo, sono trascorsi cinquanta anni, nei quali la sigla ed il marchio dell’associazione sono divenuti, certamente, caratterizzanti. Al di là di ogni più ottimistica aspettativa, l’associazione è cresciuta, diffondendosi sull’intero territorio nazionale, e conquistandosi, a livello istituzionale, l’inserimento tra le organizzazioni più rappresentative della proprietà immobiliare.
In quel post sessantotto, si credette molto nel dare tutela alla piccola proprietà in un momento in cui erano presenti cambiamenti radicali e scaturivano nuovi ideali, per cui era importante fare sentire la voce di tanti che, con enormi sacrifici, avevano centrato l’obiettivo di un tetto. Sono stati cinquanta anni di battaglie memorabili, di lotte, di obiettivi da perseguire e perseguiti, e, perché no, di speranze e di creatività, di cui l’associazione, che ha camminato sulle proprie gambe, con la sola forza di volontà, può andare orgogliosa. Va sottolineato che essa ha operato sempre in piena autonomia, ed indipendenza, senza appoggi politici, ma nel rispetto delle posizioni politiche e si è divulgata ed è cresciuta nel tempo, grazie a quanti hanno creduto e si sono identificati nelle sue finalità, a quanti hanno trovato sostegno nei servizi forniti e nella tutela dei loro diritti, a quanti si sono riconosciuti nelle battaglie per cambiare la politica della casa.
La crescita dell’associazione ha attraversato un arco storico caratterizzato  da notevoli trasformazioni di natura politico-sociale per cui il pianeta casa è passato dal regime di blocco degli affitti,  inviso  alla nuova categoria di proprietari, formata da operai, impiegati, pensionati che volevano ottenere la disponibilità dell’immobile acquistato,  alla Legge n° 392 del ‘78, che, secondo le migliori intenzioni, voleva riportare a una durata “ a termine” i contratti di locazione, con un canone da definire a norma di legge: il cosiddetto ” equo canone”, dal quale sono derivate diatribe tra le contrapposte categorie dei proprietari e degli inquilini. Si è  giunti nel 1992 alla Legge n° 359, introduttiva dei meglio conosciuti “patti in deroga”, per concludere con la Legge n.° 431 del ‘98, dettata dal desiderio di maggiore liberalizzazione, e qui l’associazione ha dato il suo apporto sia a livello governativo centrale, che facendosi parte attiva nella definizione degli accordi territoriali per i contratti agevolati, che hanno molto faticato a decollare e che sono  stati motivo di scontento per ambo le parti contraenti a causa  di una eccessiva onerosità fiscale.
Solo con l’introduzione della cedolare secca e soprattutto quando questa è scesa al 10% la stipula di un contratto agevolato ha trovato un nuovo spunto di appetibilità, per la possibilità di scegliere una imposizione più leggera.
L’Appc, nel nuovo scenario politico, guarda al futuro ed è certa che nuove piattaforme di riforma fiscale e di risparmio possano trovare accoglimento. Auspica che i sacrifici degli Italiani, per l’acquisto di una casa, non vengano più demonizzati come nel passato. Ma auspica che l’investimento immobiliare sia considerato un segnale di sviluppo e di crescita ed il volano dell’economia, in una logica di riqualificazione e messa in sicurezza del patrimonio esistente, finalizzata a minore consumo del suolo.
L’augurio rivolto all’associazione, che taglia il traguardo di mezzo secolo di attività, è di acquisire un ruolo sempre più incisivo e determinante, ma, soprattutto, è di non perdere la sua storica funzione a tutela del bene casa, e delle nuove sfide che ci attendono come le case green imposte dall’Europa e, su questa importante tematica, l’Appc c’è e ci sarà continuando a mantenere la determinazione di ieri, il rinnovato impegno di oggi, collocata sempre vicino e dalla parte della gente.

dott. Flavio Maccione

Quanto contenuto nel presente articolo ha carattere esemplificativo e non esaustivo per approfondimenti specifici occorre consultare, se iscritti , la sede A.P.P.C.

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