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 Sei in: Categorie > News > Tartassare la casa è diabolico 30/05/2020 09:58:26   





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Convegno Nazionale APPC in Roma: investire sulla sicurezza dei fabbricati è un atto di civiltà





 Tartassare la casa è diabolico
 29/01/2014 17:45

Tassare la casa, l'industria e tutto quello che è  lavoro produttivo è quanto fanno e hanno fatto i governi succedutisi in questi ultimi anni.


Ogni volta che si deve chiudere il bilancio dello stato  si aumentano tasse dirette, indirette, balzelli ecc.

L'importante è discutere del nulla, che, amplificato da giornali, finanziati dallo Stato, e televisioni, finanziate da alti canoni dei contribuenti,  può far credere che qualcosa viene fatto per il bene del paese, ma, in effetti, non è altro che la ricerca di un'immagine di credibilità dietro la quale regna confusione, incompetenza, malafede. Ne sono  testimonianza tutte le variazioni fatte per tassare la casa giungendo sempre allo stesso risultato.

La  casa di proprietà, ci è stato insegnato dai ns. vecchi, era l'unico investimento sicuro.

Quando la casa diventa produttrice di reddito, questo  è tassato, ma  per equità di trattamento, tale  tassazione dovrebbe corrispondere a quella applicata  alle rendite da capitali.

Oggi la maggior parte del capitale rende molto, perché  impegnato sotto varie forme negli affari,se si compra a 1, si  vende a 5 o, oltre.

Tale speculazione finanziaria non è visibile e,  la logica del massimo profitto impone di comprimere il prezzo all'acquisto,  di conseguenza pagare il meno possibile il prodotto costruito da lavoratori, o contadini italiani. Ciò deprime, in concorso con la tassazione, la produzione nazionale al punto di  azzerarne parte,  o, ancora peggio, acquistando o facendo produrre merci in paesi dove le condizioni di lavoro sono equiparabili alla schiavitù (un esempio lo abbiamo avuto in casa n/s con il tragico incidente di Prato) e questo permette di aumentare il moltiplicatore di resa del capitale investito.

La domanda che viene spontanea è: come viene tassata tale speculazione?  Le merci importate viaggiano in container e questi locali deposito dovrebbero essere equiparabili ai magazzini delle aziende, o  alle pertinenze delle abitazioni,   che pagano tasse solo per esistere e per lo smaltimento rifiuti,  anche se non ne producono.

I nostri politici non hanno  mai pensato di porre una tassa su tutte le merci in ingresso, questo in piccola parte andrebbe a far aumentare il costo dei prodotti, equilibrando in piccola parte i prezzi per chi produce merci in Italia e consentirebbe enormi entrate nelle casse dello Stato, visto che ormai è quasi impossibile trovare sul mercato merci interamente prodotte in Italia, questo riporterebbe lavoro e diminuirebbe la disoccupazione.

Oggi il valore dei fabbricati, per lo Stato, è un addendo dei redditi che vengono riportati nelle dichiarazioni dei redditi, gli investimenti finanziari no, quindi la casa, oltre a pagare tasse a  lei dedicate, concorre a determinare il reddito.  Perché non trattarla allo stesso modo degli investimenti  delle rendite da capitale?   meno tasse  porterebbero maggior  capacità di spesa delle famiglie.

 L'ultima trovata dell'attuale Governo e del precedente è stata  trasformare quelli che erano e dovevano restare tributi locali (ICI, TARES ecc) in tasse governative rendendo così i cittadini sudditi, togliendo loro  la possibilità di protesta o mediazione verso gli enti locali. Questo può funzionare momentaneamente nelle grandi città, o nelle aree a forte interesse turistico, mentre non può funzionare per i borghi periferici o per i piccoli comuni, ad esempio, nel ns. territorio, quelli della Val di Vara, della Lunigiana, della Garfagnana. Le abitazioni, che sono la peculiarità di questi bellissimi centri storici, sono frutto di sacrifici delle famiglie, che nel dopoguerra li hanno conservate, o ricostruite, mantenendo l'architettura e le tradizioni, quindi vanno salvaguardate  e non tassate come seconde case.

Questi signori che ci governano non hanno tenuto conto che molte di quelle, che vengono definite seconde case, sono case di proprietà di famiglie, che non vi risiedono più in quanto, per motivi di lavoro, si sono trasferite altrove, oppure sono case ereditate da genitori, nonni, o altri familiari, e vengono mantenute in efficienza, sia con lo spirito di tornarvi periodicamente, o quale  presidio laddove si hanno le origini. Vi sono inoltre abitazioni che i genitori non affittano per tenerle disponibili per i loro figli.

Se saranno ancora considerate seconde case con maggiorazione di tasse,  di tariffe per le utenze ecc. questi proprietari saranno costretti ad abbandonarle, in un primo momento staccando le utenze dichiarandole inagibili e, in una seconda fase di disperazione, collabenti.

 I politici vedranno così assottigliarsi gli introiti delle tassazioni e i comuni vedranno cadere i loro borghi nel completo abbandono.

Nel dopoguerra l'Italia è stata governata da statisti pregni di orgoglio e onestà, che capirono quale era la molla per dare fiducia agli Italiani: la conquista della casa di proprietà, infatti  finanziarono la ricostruzione e chi acquisiva una nuova  casa o fabbrica di proprietà era esentato dalle tasse per 50 anni.

Questo ha messo in moto uno dei più importanti comparti che ha funzionato come moltiplicatore di lavoro facendo nascere e prosperare industrie, imprese, artigiani, ricercatori e tecnici specializzati, generando risparmio, investimento, lavoro, benessere e  prosperità.

A quel tempo vi erano poche e chiare  leggi e non vi erano magistrati, che inventavano qualsiasi cosa per cambiarne il senso, o lo spirito e non esistevano le inutili e costosissime regioni, che avendo la possibilità di legiferare aumentano la confusione.   La proprietà è un furto, così declamavano alcuni benpensanti, che impegnavano   il loro tempo libero in partite a carte nel più vicino circolo ricreativo, questi benpensanti irridevano quei lavoratori, che, con immensi sacrifici economici, dedicavano il loro tempo libero alla costruzione di  una casa di proprietà, nelle loro esternazioni veniva precisata l’inutilità di tanto sacrificio “un giorno tutte le proprietà sarebbero diventate dello Stato”, molto probabilmente oggi a governarci sono arrivati i figli di quei benpensanti, in quanto questi politici ritengono giusto che la casa vada tassata e, poi, ancora più tassata, così  chi ha fatto sacrifici per ottenerla se vuole mantenersela deve pagare.

I politici, che si affacciano all’orizzonte, dovranno tenere conto del valore che ha la casa per gli Italiani ed emanare una legge che distingua,oltre alla prima casa, anche la differenza tra le cosiddette seconde case.

Le esigenze di bilancio potranno essere soddisfatte dalla tassazione delle merci importate o costruite all’estero, eliminando regioni ed altri enti inutili, ridimensionando gli stipendi dei burocrati ed emanando poche e chiare leggi, che sostituiscano quelle già esistenti, che trattano la stessa materia e non possano essere interpretate a seconda delle esigenze del magistrato di turno.

Giuliano Cavana

Responsabile Appc ai rapporti con le istituzioni

Quanto contenuto nel presente articolo ha carattere esemplificativo e non esaustivo per approfondimenti specifici occorre consultare, se iscritti , la sede A.P.P.C.




L' A.P.P.C Associazione Piccoli Proprietari Case, è una delle associazioni della proprietà immobiliare riconosciuta dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, tra le più rappresentative a livello nazionale.